"Volevate ospitare gli Europei? Ma se non siete in grado di ospitare nemmeno una gara di qualificazione!". In sostanza, è questo il pensiero dell'Uefa, che all'indomani dei fattacci di Genova tra Serbia e Italia, ha accusato la nostra scarsa organizzazione in occasione dei filtraggi dei tifosi. Tutto vero (più volte ho scritto in questo blog quanto inopportune fossero le varie candidature italiane in occasione di questo genere di evento, Olimpiadi o Europei che fossero): ma personalmente sono contrario alla squalifica del campo azzurro.
Non voglio salvare l'Italia, sia chiaro. Anzi, le accuse alla polizia serba che non aveva avvertito che sarebbero arrivati teppisti per far casino fanno sorridere: lo scarica-barile continua ad essere uno sport molto diffuso nella nostra penisola. A parte che bisogna essere sempre pronti a fronteggiare gli hooligans, sembra che invece la Serbia avesse proprio avvisato le nostre autorità. E in ogni caso, non si è scoperta ieri la violenza degli ultras serbi. Ci sono precedenti interni (le sfide tra Partizan e Stella Rossa) ed esterni (scontri gravi in Bosnia per una vecchia gara di Coppa Uefa). Detto questo, non capirei la squalifica del campo all'Italia, che non gioca in un solo stadio, ma va a rotazione e visto che il pubblico di Genova si è comportato in modo esemplare.
La Serbia meriterebbe la squalifica
Quanto alla Serbia, la squalificherei da questo Europeo. Se si pensa che il Togo ad esempio venne squalificato dalla Fifa per essersi ritirato dopo che dei delinquenti spararono al loro pullman in occasione della Coppa d'Africa (nessuna colpa, ma anzi, voglia di salvare la pelle), cosa si dovrebbe fare ad una nazionale che ha questi avanzi di galera al seguito?
Non voglio salvare l'Italia, sia chiaro. Anzi, le accuse alla polizia serba che non aveva avvertito che sarebbero arrivati teppisti per far casino fanno sorridere: lo scarica-barile continua ad essere uno sport molto diffuso nella nostra penisola. A parte che bisogna essere sempre pronti a fronteggiare gli hooligans, sembra che invece la Serbia avesse proprio avvisato le nostre autorità. E in ogni caso, non si è scoperta ieri la violenza degli ultras serbi. Ci sono precedenti interni (le sfide tra Partizan e Stella Rossa) ed esterni (scontri gravi in Bosnia per una vecchia gara di Coppa Uefa). Detto questo, non capirei la squalifica del campo all'Italia, che non gioca in un solo stadio, ma va a rotazione e visto che il pubblico di Genova si è comportato in modo esemplare.
La Serbia meriterebbe la squalifica
Quanto alla Serbia, la squalificherei da questo Europeo. Se si pensa che il Togo ad esempio venne squalificato dalla Fifa per essersi ritirato dopo che dei delinquenti spararono al loro pullman in occasione della Coppa d'Africa (nessuna colpa, ma anzi, voglia di salvare la pelle), cosa si dovrebbe fare ad una nazionale che ha questi avanzi di galera al seguito?
Tenere uno stadio in ostaggio e far annullare la partita è un fatto gravissimo, che non può limitarsi a tre-quattro turni di squalifica. Non è per essere forcaioli, ma sanzioni dure possono fungere da incentivo per le federazioni a risolvere il problema-violenza. Il fatto che non ci siano stati feriti gravi o morti, non rende più lieve la gravità del gesto, visto che i feriti gravi o i morti non ci sono stati solo perché la polizia ha voluto, saggiamente, evitare lo scontro.
Vento di destra
In Serbia, gli ultra-nazionalisti rappresentano un problema anche fuori dal calcio. I fatti del gay-pride della settimana scorsa cadono a fagiuolo, come esempio. Le tifoserie dell'est Europa sono spesso e volentieri schierate con l'estrema destra (probabilmente a contrasto coi regimi comunisti che c'erano prima): ricordate i tifosi croati disposti a forma di svastica nazista a Livorno? E come accennato sopra, non c'è derby di Belgrado che non sfoci nella guerriglia, con due fazioni politicizzate (i comunisti del Partizan e i nazi della Stella Rossa) molto più nettamente di quanto avviene nelle nostre curve. La maggior parte dei tifosi di ieri al Ferraris, faceva parte dei supporters della Stella Rossa.
Giocare o non giocare?
Prima dei tafferugli all'esterno e dopo l'attacco pomeridiano al pullman dei calciatori serbi, la tensione dentro lo stadio era palpabile: un plexiglass distrutto, il lancio dei bengala in campo e contro la tifoseria azzurra in Gradinata Nord, una bandiera albanese incendiata (visto che la popolazione kosovara è a maggioranza albanese), due striscioni con le scritte in italiano "vaffanculo" e "Kosovo cuore della Serbia". Giusto interrompere la partita. Le condizioni di sicurezza non c'erano: e ci troviamo a dirci che quasi quasi è andata bene...
Vento di destra
In Serbia, gli ultra-nazionalisti rappresentano un problema anche fuori dal calcio. I fatti del gay-pride della settimana scorsa cadono a fagiuolo, come esempio. Le tifoserie dell'est Europa sono spesso e volentieri schierate con l'estrema destra (probabilmente a contrasto coi regimi comunisti che c'erano prima): ricordate i tifosi croati disposti a forma di svastica nazista a Livorno? E come accennato sopra, non c'è derby di Belgrado che non sfoci nella guerriglia, con due fazioni politicizzate (i comunisti del Partizan e i nazi della Stella Rossa) molto più nettamente di quanto avviene nelle nostre curve. La maggior parte dei tifosi di ieri al Ferraris, faceva parte dei supporters della Stella Rossa.
Giocare o non giocare?
Prima dei tafferugli all'esterno e dopo l'attacco pomeridiano al pullman dei calciatori serbi, la tensione dentro lo stadio era palpabile: un plexiglass distrutto, il lancio dei bengala in campo e contro la tifoseria azzurra in Gradinata Nord, una bandiera albanese incendiata (visto che la popolazione kosovara è a maggioranza albanese), due striscioni con le scritte in italiano "vaffanculo" e "Kosovo cuore della Serbia". Giusto interrompere la partita. Le condizioni di sicurezza non c'erano: e ci troviamo a dirci che quasi quasi è andata bene...

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